Fran Laviada

Publimalvagità: la dittatura silenziosa.

Una fabbrica di consumatori schiavi. Non vendono prodotti: seminano carenze, comprano volontà e indebitano intere esistenze.

Publimalvagità: la dittatura silenziosa.
Publimalvagità: la dittatura silenziosa. Fran Laviada

È evidente che gran parte della pubblicità (nota anche, a seconda del contenuto dell'annuncio, come publimalvagità) con cui veniamo bombardati a ogni ora dai vari mezzi di comunicazione contiene dosi elevate di perversione. Il suo unico obiettivo è far sì che la brama consumistica del cittadino salga alle stelle, a ogni costo, fino a raggiungere livelli di autentica dipendenza, lasciando ben pochi dubbi sull'effetto nocivo che tale martellamento produrrà sul futuro consumatore.

Le potenti multinazionali di ogni settore si trasformano in enormi e rumorosi pappagalli che vogliono rifilarci a tutti i costi la loro ultima invenzione, il prodotto miracoloso o l'apparecchio dalla tecnologia ultramoderna. Alla fine, nella maggior parte dei casi, il punto è che cercano di farci acquistare cose di cui non abbiamo minimamente bisogno; ma ci hanno già pensato loro, con astuzia scientifica, a crearci il bisogno attraverso campagne e promozioni ingegnose —anche se alcune sono davvero patetiche. Lo slogan d'impatto (o così credono i loro ideatori) di molte di esse è a dir poco vergognoso, per quanto certi cervelloni con tre lauree e sette master si siano spremuti (si presuppone) le meningi per mesi interi pur di trovare la frase magica che permetta alla loro azienda di intascare centinaia di milioni di euro, dollari o qualsiasi altra valuta; d'altronde, l'unico obiettivo che conta è battere cassa.

L'aspetto realmente grave di tutta la faccenda è che l'ingenuo di turno finirà per spendere soldi che non ha («Non si preoccupi, paghi in comode rate, le offriamo un finanziamento su misura!») e il risultato finale sarà l'incatenamento perpetuo a un debito infinito che accompagnerà il poveretto fino alla tomba. E stia pure tranquillo: se muore prima di aver saldato il conto, ci assicureremo che lo facciano i suoi figli! Anche se, di questo passo, saranno i nipoti a dover liquidare il debito.

Grazie alla pubblicità oggi godiamo di molte cose per le quali non dobbiamo pagare nulla (teoricamente), ma è sempre grazie alla pubblicità che dobbiamo sopportare giorno dopo giorno messaggi assurdi, ridicoli, estenuanti e malintenzionati che hanno come unico scopo quello di crearci necessità inesistenti. Stimolare con le parole giuste le dipendenze di ogni tipo, soprattutto nelle persone più fragili (emotivamente parlando), è un'attività in cui eccellono certi dirigenti considerati dei vincenti nel mondo (spesso spietato e volgare) degli affari. Resta inteso che non tutta la pubblicità è dannosa; ce n'è di veramente ingegnosa, divertente, sana e autentica, creata da persone intelligenti e, soprattutto, oneste.

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